giovedì, novembre 15, 2007

16 novembre 2007: La sinistra per un altro Sud

16 novembre 2007 il primo passo per la sinistra unita e plurale. La manifestazione che si terrà venerdì prossimo alla Città della Scienza a Napoli ha un il valore fondativo di un esperimento che parte dal basso. In primo luogo le modalità scelte, una intera giornata di discussione e partecipazione su quattro temi fondamentali per una nuova sinistra meridionalista. Lavoro, ambiente, pace, lotta alle mafie saranno i temi su cui in forum tematici ci si confronterà a partire dalle dieci del mattino. Mutuando questa forma di discussione dalle esperienze dei Social Forum vogliamo dare un contributo al processo nazionale. Che dovrà essere largo partecipato ed innovativo. Sarebbe un vero errore mettere insieme semplicemente quattro sigle. Al processo di unificazione devono poter contribuire donne ed uomini che oggi non riescono a ritrovare un luogo organizzato in cui esercitare la voglia di partecipazione al processo di trasformazione della società. In serata il confronto: il lavoro scaturito dai forum, che sarà illustrato da personalità non aderenti ai singoli partiti, sarà la base per una intervista ai quattro leader nazionali di Rifondazione Comunista, Sinistra democratica, verdi e comunisti italiani. Questa sarà una tappa di avvicinamento agli Stati generali della Sinistra che si terranno a Roma il prossimo dicembre. L'appuntamento di Napoli assume nel contempo una sua specifica caratterizzazione. In primo luogo perché nella nostra provincia, la sinistra è stata storicamente radicata, si pensi al solo dato che Rifondazione Comunista con i suoi 5200 aderenti rappresenta la più forte federazione d'Italia per il PRC. Quindi ciò che riusciamo a realizzare qui avrà un peso determinante. In secondo luogo perché parleremo di Sud dei bisogni delle nostre popolazioni e delle risposte necessarie ed urgenti. In un epoca in cui tutti guardano alla “questione settentrionale”, la nuova forza che nasce vuol radicare il suo cuore nel mezzogiorno, e solo questo motivo basterebbe per essere lì in tanti.

Andrea Di Martino
segretario provinciale PRC Napol
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martedì, luglio 10, 2007

UNA PROVOCAZIONE GASTRONOMICA ALLA SINISTRA.

All’inizio degli anni ’80 la grande cucina Italiana versava in una crisi profonda.

La ristorazione si divideva tra vecchie tecniche gastronomiche oramai stantie e innovazioni senz’anima.

Lunghe cotture, fondi pesanti e legatissimi, uso indecoroso (per la concezione moderna) dei grassi, caratterizzavano la tradizione. I tempi, invece, imponevano nei locali alla moda, quelli della Milano da Bere, piatti improbabili come le pennette alla Vodka e quelle al salmone. In Francia la nouvel cousine aveva generato il movimento rinnovatore della grande ristorazione che annoverava tra i simboli Paul  Bocuse, in Italia il nuovo stentava a nascere.

Quando il futuro sembrava fosco e il divenire della cucina italiana irrimediabilmente segnato dalla estinzione nascono due esperienze quasi parallele ma diverse: Il Trigabolo di Argenta ed il Gambero Rosso di San Vincenzo.

Il Trigabolo era una esperienza un po’ folle, quasi rockettara, un gruppo di giovani chef che nel loro curriculum annoveravano solo esperienze su navi da crociera, guidati da un grande appassionato di cucina, prodotti e vini. Argenta era un posto disperso nella bassa padana, d’inverno dovevi far i conti con la scarsa visibilità generata da una nebbia perenne, d’estate si combatteva con le zanzare. La cucina tradizionale viene rivoluzionata destrutturandola. Si parte da un grande prodotto si alleggeriscono le cotture, si modificano le forma del piatto, si sperimentano innovazioni che affondano le loro radici nella tradizione. Il Trigabolo oggi non opera più ma ha seminato l’innovazione, i giovani chef di allora si chiamano Barbieri, Corelli e sono il meglio della ristorazione italiana.

A San Vincenzo invece in un posto sul mare apre il Gambero Rosso. Il nome era quello di tante trattorie italiane di infimo ordine. L’intenzione era quella invece di innovare la cucina delle trattorie italiane anche qui destrutturando e puntando sulla qualità della materia prima. Nascono grandi piatti che hanno fatto scuola come la passatina di ceci e gamberi, il viaggio intorno alla gallina livornese e l’insalatina di triglie. Piatti semplici e sensazionali che fanno scuola. Tra Argenta e San Vincenzo passano in tanti apprendono e ripropongono rilanciando la cucina italiana e portandola ai fasti odierni. Sembra che il giovane Ferran Adrià il talentuoso chef catalano, sia stato ospite del desco di entrambi. Ducasse è ospite assiduo di molti dei nuovi ristoranti italiani. Oggi la nuova cucina italiana è affascinante, nuova, entusiasmante, coinvolgente. Grazie a queste due ricerche parallele. E se la Sinistra per rifondarsi seguisse questi esempi?    

Baol


postato da: Baol70 alle ore 17:08 | link | commenti
categorie: sinistra, andrea, rifondazione, comunista, unitÃ