venerdì, maggio 25, 2007

Riflessioni su due eventi
Mentre Napoli e la Campania sono invase dai rifiuti e dai fumi derivanti dai roghi degli stessi, Vittorio Silvestrini lascia la presidenza di Città della Scienza denunciando un “processo degenerativo irreversibile” nella gestione di quel centro, nato per materializzare il sogno di Leibniz qui a Napoli. La correlazione visiva tra gli eventi è impressionante. Si avverte plasticamente il degrado e la crisi di una comunità. Ci sono responsabilità da parte della politica, della classe dirigente di questi territori nel suo complesso, ciò è indubbio. Ma una buona politica, quella che si pone l’obiettivo di colmare il baratro che si è determinato tra opinione pubblica e governo, la siderale separazione tra governanti e governati, ha oggi il dovere etico di indicare soluzioni per uscire dalla crisi, non certo può limitarsi ad agitare bandiere. Non lo può fare Antonio Sassolino, Dominus per anni del processo di governo in Campania, non lo vuole fare Rifondazione Comunista. Le soluzioni devono essere urgenti . Sui rifiuti c’è una emergenza che dura da decenni, stiamo assistendo alla riapertura delle discariche che sono certamente produttrici di un danno ambientale e sociale rilevante almeno quanto quello dello stesso inceneritore. Forse fronteggeremo anche per qualche mese il rischio che scoppi una devastante epidemia sanitaria, ma a fine anno quando l’inceneritore di Acerra sarà terminato ci accorgeremo di essere ancora in emergenza, perché abbiamo cdr che producono ecoballe fuori norma ed esiste un solo ed insufficiente impianto di compostaggio in Campania, cosa farà la classe dirigente?
Pensiamo che sia venuta l’ora di usare i poteri commissariali oltre che per aprire discariche anche per riparare i danni finora commessi. Rivedendo il piano rifiuti e individuando le aree su cui installare gli impianti tecnologici necessari alla raccolta differenziata. E’ paradossale l’esperienza che sta vivendo il comune di Santa Maria La Carità che pur differenziando la raccolta per il 50% oggi non sa più dove conferire il riciclabile.
Così come il centro sinistra Campano ha oggi il dovere di rispondere al grido di dolore lanciato da Silvestrini. Città della Scienza non può essere considerato un terreno di scorribande dei partiti. E’ un simbolo, l’idea di un divenire possibile, il sogno di un’altra Napoli, quel sogno fondativi dell’esperienza di governo napoletano che oggi sembra irrimediabilmente dissolversi. A Vittorio chiediamo di tornare sui suoi passi per non far sprofondare nel buio l’orizzonte delle donne e degli uomini di Napoli. Ai nostri alleati di governo diciamo fermiamoci e ridiscutiamo non da soli ma con le forze sane di questa città e di questa Regione: i sindacati, l’intellettualità, ciò che resta della ricerca, le professioni, i movimenti, l’associazionismo in una grande assise per determinare una svolta politica e di programma alla esperienza che stiamo conducendo. Se già non è troppo tardi.
 
Andrea Di Martino segretario Provinciale PRC Napoli
Peppe De Cristofaro segretario Regionale PRC Campania