“Prima il programma”. La più idealista delle affermazioni, in quest’epoca di leaderismi, ha dismesso i panni d’invocazione velleitaria e comincia a prendere corpo e forma. Nella costruzione della Grande Alleanza Democratica a Castellammare il programma inizia ad assumere un ruolo centrale. Era ora! La stagione politica si era aperta, lo scorso settembre, con due iniziative concomitanti. Coincidenti temporalmente, contigue per la sede in cui si svolgevano ma distanti, quasi opposte, per il messaggio che lanciavano. Da un lato l’associazione Città Libera inaugurava la propria sede ed Ersilia Salvato si autoproclamava candidato a sindaco. Contemporaneamente Rifondazione Comunista avviava il confronto con la città, affermando di voler costruire, anche a Castellammare, una grande alleanza democratica. Fondata su un patto forte tra partiti, movimenti e forze sociali che avesse alla sua radice un alternativo impianto di programma. Due visioni opposte dell’agire politico, la prima incuneata nel solco della prassi leaderistica, la seconda democratica, paritaria e partecipata. Chi pensava che quella di Rifondazione fosse un’invocazione destinata a dissolversi nel confronto tra le forze politiche, penso che abbia avuto, in questi giorni, ragioni per ricredersi. Dopo due mesi di lungo confronto il tavolo di lavoro della coalizione si è dotato di una prima bozza programmatica. Il lavoro è indubbiamente parziale, da completare, da correggere e da arricchire ma è un grosso passo in avanti rispetto alle modalità con cui si procedeva in passato. Il programma non è più quel fastidioso libello, che il candidato a sindaco compilava in fretta nell’ultima notte precedente la presentazione delle liste. La Grande Alleanza Democratica stabiese fonderà la propria ragione d’essere sulle cose da fare per la nostra città. E’ un primo importante passo verso una nuova stagione politica. Questo nuovo spirito caratterizza anche le iniziative che stanno dando il via alla stagione congressuale nei partiti del centrosinistra. L’assemblea promossa dalla sinistra DS nei giorni scorsi ci consegna forti contenuti per un programma di fase, progressista ed alternativo, e delinea contemporaneamente una traccia alternativa di società (“un altro mondo è possibile”). Questo è un elemento importante che va acquisito al dibattito in corso. Anche il contenuto programmatico su cui si è svolto il congresso dello SDI rappresenta un fecondo punto di vista. Ora sta alle forze politiche di centrosinistra saper far tesoro di tanta ricchezza propositiva, per raggiungere una sintesi larga e condivisa. Sapendo che i passi sino ad ora compiuti non sono di poco conto. Credo che un po’ di merito vada riconosciuto a Rifondazione Comunista che, per prima, ha posto il tema ed ha caparbiamente perseguito questo obiettivo. Il PRC ha contribuito alla elaborazione programmatica con un proprio documento. Le priorità individuate e sottoposte al vaglio dell’intera alleanza si basano su due cardini fondamentali: democrazia partecipata e tutela dei beni comuni.
La democrazia partecipata, intesa come una regola altra di gestione nell’ente locale, che passa per il riconoscimento di un ceto politico-amministrativo emergente che alimenta la propria cultura politica e la propria esperienza, in un quotidiano a corpo a corpo con l'innovazione del governo del territorio. In questo contesto la partecipazione dei cittadini non è riservata in modo esclusivo ai soggetti organizzati della società civile, ma deve essere promossa anche attraverso strumenti di democrazia diretta nell’elaborazione delle scelte, che presuppongono una riorganizzazione dei rapporti tra cittadino ed amministrazione che favorisca la conoscenza del quadro normativo, politico e finanziario che determina le modalità di gestione corretta dell’ente. L’esatto contrario, insomma, di una democrazia plebiscitaria che prima assume le scelte e poi le sottopone all’ovazione delle assemblee impotenti.
La tutela dei beni comuni, intesa come salvaguardia e valorizzazione di ciò che è di tutti. Affinchè ciò che è della città non diventi solo un peso sui bilanci del comune ma si trasformi in una risorsa, produca insomma un reddito sia esso materiale sia sociale. In questo quadro Rifondazione ha posto alla GAD:
- Il tema della riappropriazione del mare e della costa attraverso la realizzazione del progetto redatto dall’arch. Fuksas per il recupero del litorale stabiese;
- La necessità di una riqualificazione e ristrutturazione degli insediamenti abitatitivi pubblici nelle periferie della città;
- La pratica della politica dei vuoti in urbanistica realizzando ampi spazi da destinare a verde pubblico
- La tutela degli edifici pubblici del centro antico da ristrutturare e destinare a funzioni sociali.
Lavoreremo affinché queste proposte entrino a far parte del documento programmatico in elaborazione. Sarà questo il vero motore della Grande Alleanza Democratica. E l’uomo o la donna che meglio saprà interpretare, con spirito unitario, il forte bisogno di democrazia che attraversa la società stabiese, guiderà la coalizione alla vittoria elettorale.
Andrea Di Martino
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