In difesa dell'oratorio dei Salesiani a Castellammare di Stabia (Na)
Salviamo l’oratorio dei Salesiani a Scanzano. Non sembri una contraddizione, io laico e comunista difendo quell’esperienza. Ho vissuto in quei luoghi tre magnifici anni della mia gioventù. Giocavo a Basket nella squadra dell’oratorio guidato da Don Nando Pellino alla fine degli anni ottanta. Gli anni del riflusso individualista che segnarono la fine di un’epoca e l’apertura di una nuova fase. In contrasto con ciò che stava mutando nel contesto sociale, quella per me fu una forte fase d’impegno collettivo. Un’esperienza unica di scambio socio culturale. All’epoca, a ridosso dei campi da gioco, era collocato il campo container che ospitava ancora i senzatetto del terremoto del novembre ottanta. L’attività della squadra in cui giocavo si divideva tra gli allenamenti, le partite e l’avviamento all’attività sportiva per i ragazzi del quartiere. Un rione difficile, pieno di contraddizioni e problemi da risolvere. Nella condizione di povertà e disagio nelle famiglie, l’oratorio era un punto di riferimento. Un luogo alternativo alla strada, maestra di vita ma anche d’irreversibile devianza sociale. Una devianza che portava direttamente verso l’adesione a modelli e sistemi camorristici. Ricordo gli sproni di Don Nando, che ci chiedeva di dare sempre di più a quei ragazzi. A donare loro l’insegnamento dello sport ma anche un modello altro di società, un modello di solidarietà e rispetto delle regole. Era l’unica richiesta pressante fatta a me e a quei tanti che, come me, avevano scelto di frequentare quell’oratorio, pur non essendo cattolici. Di quegli anni serbo con me un bagaglio infinito d’esperienze e d’emozioni ricevute. Mi resta il rammarico di aver preso tanto e forse lasciato poco. Certamente molto meno di quanto avrei potuto dare ancora. Il trasferimento di Don Nando coincise anche con l’allontanamento da quell’esperienza. Ho rivissuto, insieme a tanti giovani provenienti da tutta Italia, giorni intensi in quell’oratorio, qualche anno fa in occasione del Campo nazionale anticamorra di “Libera”, promosso dal Comune di Castellammare. Fu quello un evento di forte contenuto culturale e politico. Alla scelta di tenere quell’appuntamento nell’oratorio di Scanzano, contribuii nella funzione di consigliere comunale e il successo dell’iniziativa confermò l’indispensabilità di quel luogo, non solo per il quartiere ma per l’intera città di Castellammare. Oggi leggendo da Metropoli (quotidiano a diffusione locale che per primo ha pubblicato la notizia nda) le notizie di una possibile vendita dell’intero complesso dei Salesiani, con l’annesso oratorio, ai privati mi sono ritrovato in completa sintonia con la richiesta di salvare l’oratorio che viene da quelli che, sul giornale sono solo nomi, ma che per me rappresentano volti noti ed amici. Nessuno di noi oggi può impedire quella vendita, nessuno può impedire la trasformazione del complesso dei Salesiani in struttura alberghiera, nell’ambito dei vincoli urbanistici ed ambientali. Possiamo però chiedere che sia salvata l’esperienza dell’oratorio. Già con lo scorso bilancio approvammo in Consiglio Comunale un emendamento a firma del consigliere Sollo (consigliere comunale Udeur di Castellammare di Stabia nda), che prevedeva fondi per l’attività degli oratori. Oggi c’è bisogno di uno sforzo in più. Il Comune potrebbe acquistare la struttura sportiva. In alternativa, si può chiedere ai privati che acquistano di lasciare quegli spazi alla città a fronte d’oneri d’urbanizzazione per l’intervento da realizzare. Per fare questo c’è bisogno di una forte mobilitazione della città, del quartiere, di quanti quei luoghi li hanno frequentati o semplicemente li amano. Perché Castellammare non disperda un patrimonio, una ricchezza, un’infinita risorsa. La risorsa della solidarietà. Perché non si perda di vista che le ricchezze non sono solo quelle materiali.
Andrea Di Martino
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